Tecnologia

SkyBender: Google al lavoro sul 5G, la rete del futuro

SkyBender: Google al lavoro sul 5G

Google, lo sappiamo, quando si tratta di sperimentazione tecnologica, non è seconda a nessuno.

Ci aveva già proiettato in una idea di futuro tangibile ormai diversi anni fa, quando con Google Earth e Google Maps aveva letteralmente “fotografato” l’interno pianeta, rivoluzionando per sempre il nostro modo di muoverci ed orientarci.

Poi è stata la volta dei Google Glass, sperimentazione futuristica e forse un po’ azzardata, che prevedeva l’implementazione di funzioni come la ripresa foto-video in HD, la navigazione su web e la messaggistica istantanea su un unico dispositivo wearable: gli occhiali, appunto.

Questo progetto, che ha incontrato non poche difficoltà nel suo cammino, è giunto ora ad una fase di stop decisa proprio dall’azienda di Mountain View.

Azienda che non smette di sperimentare, innovare e sorprenderci: questa volta lo fa svelando alcuni dettagli su SkyBender, il suo progetto relativo alla realizzazione di una rete 5G ad altissima velocità, la cui copertura sarebbe supportata e garantita da droni volanti alimentati a energia solare irradianti radiazioni ad altissima frequenza, conosciute dai più esperti come onde millimetriche.

Questo nuovo sistema ci permetterà di inviare e ricevere diversi Gigabit al secondo, superando di circa 40 volte l’attuale rete 4G.

I test sono già in corso negli Stati Uniti, e più precisamente in New Mexico, dove Google, in partnership con Spaceport America, sta effettuando le prime rilevazioni.

Le onde millimetriche, su cui si baserà la tecnologia di SkyBender, sono microonde radio la cui banda di frequenza è compresa tra 30 e 300 gigahertz; per le loro caratteristiche fisiche possono trasportare una grande quantità di dati e il loro raggio di trasmissione andrebbe ad inserirsi in una regione dello spettro radio non ancora intasata dai segnali degli altri dispositivi wi-fi.

I primi test hanno evidenziato come la tecnologia, pur essendo estremamente performante, abbia un raggio d’azione al momento limitato, perchè le microonde riescono a coprire una distanza dieci volte inferiore rispetto a quella dello standard 4G, che usiamo quotidianamente con i nostri smartphone. Le soluzioni al problema sono in fase di studio: una di queste prevede di far lavorare simultaneamente più droni, che fungerebbero da ripetitori e amplificatori del segnale.

Il sistema, detto phased array, è ancora complesso e costoso, ma non impossibile da realizzare: del resto, le tecnologie cambiano in fretta e con esse anche i costi e le modalità per metterle in pratica: chi avrebbe detto, anche solo quindici anni fa, che avremmo potuto vedere qualsiasi indirizzo di una qualsiasi città del mondo stando comodamente seduti nella nostra poltrona?

La sperimentazione del servizio andrà avanti fino a giugno 2016, ma il cammino per rendere questa tecnologia disponibile a tutti sarà ancora lungo; sappiamo però per certo che il futuro delle nostre comunicazioni si farà sempre più avvincente, efficiente, veloce: ciò che oggi ci sembra impossibile diventerà, come per incanto, possibile, rendendo il mondo più piccolo, le comunicazioni più semplici, la diffusione dei contenuti ancora più immediata. Non è forse anche per questo, che amiamo la tecnologia?

Lascia un commento