Lavoro

Lavoro e leadership: meglio un “capo” uomo o donna?

uomo o donna manager?

Sul lavoro ci sono capacità o talenti che rendono una donna migliore (o peggiore) di un collega uomo? Quale dei due è più adatto a condurre l’andamento di una azienda? Naturalmente non esiste una risposta a questa domanda.

Le questioni di genere sul lavoro sono state e vengono tutt’ora affrontate da diverse angolazioni, ma è naturalmente impossibile assegnare la “palma d’oro” ad una categoria o ad un’altra: si scadrebbe probabilmente con molta facilità in conclusioni affrettate o peggio in vecchi stereotipi che è bene restino sepolti.

Quello che però si può fare è sentire i professionisti per capire cosa preferiscano, fra un capo in giacca e cravatta ed uno in tailleur.

E’ ciò che ha fatto la società Gallup negli Stati Uniti, intervistando un campione di circa 1000 lavoratori: ipotizzando di iniziare un nuovo impiego, il 26% degli intervistati (vs 39% delle intervistate) preferirebbe interfacciarsi con un capo maschio, mentre solo il 14% degli uomini (vs 25% del campione femminile) vorrebbe avere un boss donna.

La ragione può essere di natura psicologica, secondo quanto emerge dalla ricerca. Una donna è spesso vissuta come una persona ‘lunatica’, esigente ed impulsiva e questo può generare ansia da prestazione nei propri collaboratori. L’uomo, al contrario, è considerato più stabile, diretto e pragmatico.

uomo o donna manager statistiche
la ricerca condotta da Gallup in USA

Oltre i sondaggi: il valore delle donne manager

Se quanto emerge dalla ricerca condotta da Gallup non è esaltante, ciò che invece ci viene comunicato dal mercato smentisce i dati raccolti nell’ambiente di lavoro americano, in cui emerge che l’avere donne in posizioni di leadership all’interno di una azienda aumenti di circa il 6% il margine di profitto aziendale.

Gli stessi dati vengono confermati da una ricerca del Peterson Institute for International Economics e dell’Ey, noto istituto di ricerca internazionale, in cui emerge, fra l’altro, come le donne siano portatrici d’innovazione e determinanti durante i processi decisionali.

 

 

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